CREMA DI FINOCCHI CON POLPETTE DI PANE ALL’ARANCIA E MIELE DI BOSCO, RICICLANDO

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Non potevo mancare al contest di Rigoni di Asiago, se c’è una riciclatrice compulsiva sono io, detesto sprecare il cibo, credo sia una delle cose più odiose che la società moderna abbia prodotto, così appena ho letto dell’iniziativa ho aderito con molto piacere.

In questa ricetta il riciclo è triplo, ci sono le foglie esterne e le cime dei finocchi, c’è il pane raffermo e c’è la polvere d’arancia ottenuta facendo seccare le scorze e macinandole finemente, il tutto è aromatizzato con Mielbio miele di bosco di Rigoni di Asiago, un miele caratterizzato da una giusta punta di amaro che si abbina bene a tutto il resto.

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PROFITEROLE ROCHER CON BIGNE’ ALL’OLIO

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Ci sono ricette che si leggono e poi rimangono per anni nel cassetto eclissate a torto da altre, troppe idee da realizzare, a volte poco tempo o poca voglia di impegnarsi e si preferisce fare altro.
Poi inaspettatamente su fb una dedica di Ornella per addolcirmi una giornata storta mi fa tornare in mente che io quella ricetta volevo farla appena l’avevo addocchiata tempo fa ma poi l’ho per l’appunto messa nel cassetto della fata smemorina e non ci ho più pensato!
Si avvicinava il fine settimana e con esso la preparazione del dolce di rito per le amiche, quale occasione migliore per poterla finalmente provare?
Per la pasta choux ho usato quella all’olio di Tinuccia e nella crema rocher della farcia ho messo la buonissima Nocciolata di Rigoni di Asiago, insomma, la golosità in tutto il suo splendore.

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TIRAMISU’ DELL’AGITATO per MTC n.61 OVVERO NO GRAZIE, IL CAFFE’ MI RENDE NERVOSO

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Punto 1:
appena ho letto qual’era la proposta di Susy May per l’MTC di questo mese mi ha preso lo sconforto (ma toh!), da anormale quale sono oltre non piacermi la pizza non mi piace neanche il tiramisù (e partite pure con gli improperi)

Punto 2:
appena ho letto la proposta di Susy May avevo già in mente il collegamento del tema (si perchè adesso oltre la difficoltà di pensare a una rivisitazione della ricetta ci mettono pure il tema-filo conduttore)

Punto 3:
appena ho letto la proposta di Susy May ho subito realizzato mentalmente la mia personale ricetta del tiramisù per i nervosi, per quelli che come me non possono neanche lontanamente annusare l’aroma di caffè che gli parte la tachicardia

Punto 4:
devo ammettere che ho avuto un gran culo ad azzeccare subito tutte le dosi 😉 

Punto 5:
quella che non ama il tiramisù si è attaccata alla teglia direttamente dal frigorifero spazzolandone 1 terzo in un pomeriggio!

Tornando alla gara come dicevo ad accompagnare la ricetta dovevamo trovare un filo conduttore e non potendo assumere nessun tipo di sostanza neanche vagamente eccitante, no caffè, tè, coca cola, ginseng men che meno ecc ecc, ho subito fatto il collegamento col film di Massimo Troisi No grazie, il caffè mi rende nervoso.
Per il titolo certo, ma anche perchè l’ho amato fortemente e credo sia stato e sia ancora uno dei massimi esponenti della cultura Partenopea.
Il film in sè strizza l’occhiolino al giallo in chiave comica e dissacrante e gli interventi di Troisi sono pezzi di bravura rara.

La ricetta ha preso forma in un attimo, crema tiramisu con base pastorizzata e una parte al cioccolato fondente, i savoiardi fatti in casa con una ricetta di mia madre semplicissima ma in tre sapori e tre bagne diverse speziate al cardamomo, vaniglia e cannella.

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