MUFFIN SALATI ALLA ZUCCA, CAROTE E NOCCIOLE

 

Amo moltissimo la zucca, mi piace nel dolce, nel salato, nella pasta e nei risotti, dentro ai tortelli, cotta semplicemente al forno con un filo d’olio e un pizzico di sale oppure con una spolverata di zucchero e una volta sfornata fatta in purea e “condita” con cacao e amaretti sbriciolati. Peccato non poterla mangiare cruda perchè sono sicura che mi piacerebbe anche così!

Questo passato è stato un we strano, dovevo fare delle fotografie ma non so per quale strano effetto della luce qualsiasi cosa fotografassi era arancione, forse era l’attacco di cervicale persistente (e perforante) che mi faceva vedere tutto di quel colore ma dato che c’ero non mi restava che cucinare qualcosa color carota e color zucca. 
All’inizio ho pensato a un dolce, una torta di carote arricchita con la zucca ma il mal di testa mi perseguitava e avendo già pronta della zucca cotta al forno con spezie e aromi ho deviato sul salato, una bilancia, un mixer a immersione e poco dopo ecco sfornati i muffin.
Con queste dosi ho ottenuto le sei zucchette dello stampo di Pavonidea più otto cilindri di quest’altro, una volta sformati li ho divisi in sacchetti e congelati.

 

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INSALATA DI FARRO NELLE ZUCCHINE TONDE

 

 

Oggi voglio proporvi un modo alternativo di usare le zucchine tonde, non come si fanno di solito ripiene e al forno ma come semplici contenitori per una fresca insalata di farro, contenitori che si mangiano eh, mica son crudi!
Io sono golosissima di insalate estive che siano di pasta, di riso, di farro, bulgur e tutti quanti i cereali commestibili, ed amo altrettanto le verdure ripiene, ma in questi giorni se non è per una torta non accendo il forno così ho deciso di cuocere le zucchine a vapore e farne un piatto freddo.
Prima di passare alla ricetta una premessa, io ho fatto il pesto al mortaio, non so quali paturnie dovessi sfogare in quel momento, va benissimo mettere tutti gli ingredienti in un mixer e frullare, basta che non rendiate tutto una pappetta.

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LA TORTA FRITTA DI PARMA PER IL CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO

 

Il Calendario del cibo Italiano dedica questa giornata alla crescente, o il crescente, una pasta lievitata che in Emilia Romagna prende diversi nomi a seconda delle città, crescente a Bologna, a Reggio e Modena il gnocco fritto (l’articolo non è sbagliato, dovete chiamarlo proprio IL gnocco), a Piacenza i chisolini e una variante, la bortleina (bortellina) ma è più una sorta di crespella che una pasta lievitata.
La via Emilia fa da trait d’union a queste prelibatezze indiscusse come un filo d’Arianna che vi guida attraverso questa regione.
Qui a Parma invece la chiamiamo torta fritta, non esiste ristorante o trattoria che non la presenti in menù, a grandi falde o a fette più piccole il nostro antipasto per antonomasia o una sosta pomeridiana in compagnia sono a base di torta fritta e salume.
Per noi do’ féti ad torta frita non possono mancare, si accompagna con prosciutto crudo di Parma, culatello di Zibello, salame di Felino, spalla cotta di San Secondo rigorosamente calda e tagliata a mano, coppa, gorgonzola e volendo anche stracchino, un bicchiere di Lambrusco, di Malvasia secca e ancora meglio di Fortana, un vino rosso dolce poco alcolico tipico delle nostre colline per innaffiare il tutto.
La ricetta come succede spesso in questi casi varia di famiglia in famiglia, ogni “rèzdora” dichiara orgogliosamente come la propria sia quella originale. C’è chi usa sola acqua, chi latte, chi mette un po’ di strutto anche nell’impasto o la patata per renderla più consistente, la cosa essenziale sarebbe friggere in abbondante strutto per avere un prodotto ben gonfio e leggero, ma questo spaventa i più e si tende a friggerla in olio profondo, va benissimo anche questo metodo l’importante è che venga mangiata calda per gustarla al meglio.

LA TORTA FRITTA DI PARMA
per 6 persone:

500g di farina 00
10g di lievito di birra
10gr di sale
acqua
latte quanto basta per impastare
strutto o olio di semi per friggere

sciogliere il lievito in poca acqua leggermente tiepida,
versare sulla farina e cominciare ad impastare unendo poco per volta il latte a temperatura ambiente,
a metà impasto unire il sale e continuare a lavorare aggiungendo latte fino ad ottenere una consistenza morbida e soffice, 
lasciare lievitare coperto per circa 1 ora,
rovesciare l’impasto sul piano di lavoro e tagliare dei pezzi ognuno dei quali andrà tirato con la macchinetta o se volete col mattarello in strisce alte 2-3 millimetri,
tagliate a losanghe e friggere 3-4 pezzi per volta in abbondante strutto o olio profondi ben caldi,
scolare e disporre la torta fritta su carta assorbente per togliere l’unto in eccesso e servire subito caldissima.