SPAGHETTI ALLE VONGOLE E POMODORINI AL FORNO per MTC n.67

 

 

Ci voleva Mtchallenge a farmi rimettere mano al blog! 
Torno a scrivere dopo più di un mese di inattività, di blocco totale e rifiuto verso questo mio angolo personale che non sa più darmi pace come prima.
Forse non mi piace quello che è diventato il mondo dei/lle foodbloggers, mi sento quasi tagliata fuori, obsoleta, non rincorro visibilità ossessive, io cucino e basta e a volte ho la sensazione che questo non interessi più.
Però come dicevo dopo la pausa estiva ricomincia l’appuntamento mensile con Mtc e si inizia da Cristina che ha proposto come tema la pasta col pesce. Evviva.
Lo dico subito, io amo il pesce senza troppe lavorazioni, sughi, intingoli, panne, creme, lo amo al naturale per cui la mia ricetta è di una semplicità disarmante, solo vongole e qualche pomodorino cotto al forno, il resto lo fa la cottura della pasta terminata in padella con l’acqua delle vongole e stop, un profumo di aglio e qualche foglia di prezzemolo, niente di più.
Anche l’impiattamento che ne è seguito vale questa regola, spaghetti alle vongole senza troppi abbellimenti, nidi, arrotolamenti perfetti, questo devono essere, naturalmente a mio modestISSIMO parere 😀 

 

 

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SARTU’ DI RISO CON LUGANEGA, PISELLI E POLPETTE DI POLLO per MTC65

 

C’era una volta un donnino di mezza età, no in realtà la mezza l’aveva passata da una decina d’anni.
C’era una volta una signora attempata, ma per essere oneste la sua età non la dimostrava affatto, piena di buoni propositi per la sua linea e soprattutto per la sua salute.
Tale signora proprio per l’età, che non dimostrava affatto ma ce l’aveva e doveva farsene una ragione, all’improvviso si trovò con 12 chili in più e valori di colesterolo e trigliceridi che bastavano a spalmare di grasso ogni Gran crispy Mc bacon dell’universo mondo, oltre sudorazioni diurne e notturne che manco la doccia di Psyco ma quella è un altra storia!
Poi arrivò Mtc, si sempre lei (perchè si sappia che mtc è femmina!) e non bastò il pollo fritto, non bastò la terrina a mandarmi in crisi, non posso friggere, non posso mangiare tanti grassi, non posso non posso non posso, ma al solito soccombo e dopo mille mila escamotage per rendere light ciò che light non potrà mai essere ecco che mi ritrovo a cucinare A-per un esercito B-evitando di pensare a fiumi di colesterolo che come lava colante scorrono nelle mie vene.

La sfida precedente l’ha vinta Marina ed ha proposto per questo mese il Sartù di riso, lo dico, quando ho visto le sue foto e le ricette dettagliate mi è venuto un mancamento, sia per la voglia di scofanarmene uno intero da sola ma purtroppo anche pensando ‘n’altra volta a come alleggerire un piatto così imponente, così ancorato alla tradizione napoletana da doversi prostrare davanti ad esso, figuriamoci reinterpretarlo, e light per giunta!

 

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TERRINA IN CROSTA CON CONIGLIO, LARDO E FEGATO per MTC64

 

Ogni mese la stessa storia!
Ogni mese sono messa a dura prova!
Ogni mese la solita domanda: salto?
E ogni mese invece rimango invischiata in questo gioco che ormai chiamarlo gioco è alquanto riduttivo viste le ricette proposte, i temi del mese, gli approfondimenti, mica robetta eh!

Come se non bastasse mi sono ritrovata a mangiare due fette di terrina in crosta al mattino alle 10, si davvero, dovevo fare le foto (che fra parentesi non mi sono mai venute tanto brutte come in questa occasione) ed ero curiosa come una scimmia, non ho mai fatto una terrina in vita mia, in crosta ho fatto il salmone, memoria di quella cucina innovativa degli anni ’70 e ’80, polpettoni, cotechini, filetti, ma una terrina mai e oltretutto con dentro del fegato che evito come la peste, che già nel doverlo pulire e tagliare mi ci sono voluti tutti i santi del paradiso!
Ebbene la curiosità ha prevalso e ad occhi chiusi ho dato il primo morso, poi il secondo, poi ho provato l’olio aromatico e sono andata con la seconda fetta, non potevo crederci!

Naturalmente parlo di MTC che questo mese grazie a Giuliana ci ha portato nel mondo delle terrine, un mondo vasto e fonte di mille idee, più o meno gelatinate, più o meno incrostate, avvolte da grasse pancette o da più salutari verdure.
Ecco, io detesto i cibi in gelatina e prima di leggere tutto l’articolo sul blog di Giuliana mi è venuto un brivido freddo, non ci fosse stata l’alternativa della terrina in crosta avrei sicuramente saltato, poi incredibile ma vero fra le mille mila caccavelle che ho la terrina mi manca, parlo di quella con il coperchio col buchetto, tanto per dire quanto questa preparazione sia nelle mie corde.
Ma la versione in crosta mi ha incastrata e partendo dalla pasta al vino che ormai ha preso il posto di briseè e altre grasso-dotate il neurone ha cominciato a mettersi in moto, si è collegato a delle ignoranti papille per capire cosa potesse stare bene con cosa, e ha partorito questa terrina.

 

 

 

 

Come da regolamento, cosa che io sbaglio sempre, le foto devono essere della terrina intera, qui sopra, della terrina tagliata a metà, qui sotto e ad inizio pagina le fette, che sono poi quelle che ho mangiato a colazione 😀 

 

 

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