MUFFIN SALATI ALLA ZUCCA, CAROTE E NOCCIOLE

 

Amo moltissimo la zucca, mi piace nel dolce, nel salato, nella pasta e nei risotti, dentro ai tortelli, cotta semplicemente al forno con un filo d’olio e un pizzico di sale oppure con una spolverata di zucchero e una volta sfornata fatta in purea e “condita” con cacao e amaretti sbriciolati. Peccato non poterla mangiare cruda perchè sono sicura che mi piacerebbe anche così!

Questo passato è stato un we strano, dovevo fare delle fotografie ma non so per quale strano effetto della luce qualsiasi cosa fotografassi era arancione, forse era l’attacco di cervicale persistente (e perforante) che mi faceva vedere tutto di quel colore ma dato che c’ero non mi restava che cucinare qualcosa color carota e color zucca. 
All’inizio ho pensato a un dolce, una torta di carote arricchita con la zucca ma il mal di testa mi perseguitava e avendo già pronta della zucca cotta al forno con spezie e aromi ho deviato sul salato, una bilancia, un mixer a immersione e poco dopo ecco sfornati i muffin.
Con queste dosi ho ottenuto le sei zucchette dello stampo di Pavonidea più otto cilindri di quest’altro, una volta sformati li ho divisi in sacchetti e congelati.

 

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FOCACCIA CON L’UVA, forse eretica forse no

 

 

Il mio peggior difetto (forse) è che non so aspettare, pur non essendo una persona capricciosa quando mi metto in testa una cosa devo farla subito, attenzione ho detto farla non averla e questo penso sia un distinguo fondamentale perchè metto sempre in gioco sempre e solo me stessa.
Così è stato per la focaccia con l’uva, su Fb ne scorrono a decine e una sera mentre ero tranquillamente sul divano leggo il post di Nora, è stato come se mi fosse impazzito il neurone, non pensavo ad altro che a quella focaccia e se avessi avuto l’uva l’avrei impastata anche in piena notte, il che non sarebbe stata una novità eh!
Il giorno dopo mi catapulto a comprare l’uva, qui possono cominciare gli anatemi dei puristi, detesto i semini e di pulire acino per acino non ci pensavo proprio così ho preso un’uva senza semi, devo dire anche molto buona, poi vado a leggermi il post e dato che anche lei ne ha fatto una versione sua provo a confrontarla con quella delle mie amiche toscane  Pellegrine Artusi e, anatema secondo, decido di fare un mix delle due ricette facendone una eretica tutta mia.

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GRISSINI STIRATI

 

Appena ho visto la foto di questi grissini sul blog di Manuela me ne sono innamorata e nel giro di pochi minuti ero già in cucina ad impastare, si devo ammettere che non sono una da lunghe attese e forse è per questo che coi lievitati ho sempre fatto un po’ a pugni, ho fretta, troppa fretta e invece con il lievito bisogna avere calma e pazienza. 
La ricetta originale è delle sorelle Simili ed è quella che ho seguito, Manuela invece ha sostituito il malto d’orzo col miele e l’olio con lo strutto.
Sono buonissimi e durano a lungo chiusi in un sacchetto di carta, anche se devo dire che vi ci attaccherete e sarà dura smettere di mangiarli.

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