TERRINA IN CROSTA CON CONIGLIO, LARDO E FEGATO per MTC64

 

Ogni mese la stessa storia!
Ogni mese sono messa a dura prova!
Ogni mese la solita domanda: salto?
E ogni mese invece rimango invischiata in questo gioco che ormai chiamarlo gioco è alquanto riduttivo viste le ricette proposte, i temi del mese, gli approfondimenti, mica robetta eh!

Come se non bastasse mi sono ritrovata a mangiare due fette di terrina in crosta al mattino alle 10, si davvero, dovevo fare le foto (che fra parentesi non mi sono mai venute tanto brutte come in questa occasione) ed ero curiosa come una scimmia, non ho mai fatto una terrina in vita mia, in crosta ho fatto il salmone, memoria di quella cucina innovativa degli anni ’70 e ’80, polpettoni, cotechini, filetti, ma una terrina mai e oltretutto con dentro del fegato che evito come la peste, che già nel doverlo pulire e tagliare mi ci sono voluti tutti i santi del paradiso!
Ebbene la curiosità ha prevalso e ad occhi chiusi ho dato il primo morso, poi il secondo, poi ho provato l’olio aromatico e sono andata con la seconda fetta, non potevo crederci!

Naturalmente parlo di MTC che questo mese grazie a Giuliana ci ha portato nel mondo delle terrine, un mondo vasto e fonte di mille idee, più o meno gelatinate, più o meno incrostate, avvolte da grasse pancette o da più salutari verdure.
Ecco, io detesto i cibi in gelatina e prima di leggere tutto l’articolo sul blog di Giuliana mi è venuto un brivido freddo, non ci fosse stata l’alternativa della terrina in crosta avrei sicuramente saltato, poi incredibile ma vero fra le mille mila caccavelle che ho la terrina mi manca, parlo di quella con il coperchio col buchetto, tanto per dire quanto questa preparazione sia nelle mie corde.
Ma la versione in crosta mi ha incastrata e partendo dalla pasta al vino che ormai ha preso il posto di briseè e altre grasso-dotate il neurone ha cominciato a mettersi in moto, si è collegato a delle ignoranti papille per capire cosa potesse stare bene con cosa, e ha partorito questa terrina.

 

 

 

 

Come da regolamento, cosa che io sbaglio sempre, le foto devono essere della terrina intera, qui sopra, della terrina tagliata a metà, qui sotto e ad inizio pagina le fette, che sono poi quelle che ho mangiato a colazione 😀 

 

 

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POLLO FRITTO per MTC63 con SCALOGNI AL VINO e SALSA AL PEPERONE

 

Ultimamente le mie partecipazioni ad MTC si trasformano in un parto trigemino, forse anche quadrigemino visto le difficoltà alle quali vado incontro, difficoltà delle quali posso incolpare solo me stessa sia beninteso, ma fra le regole per la ricetta, le regole per le foto, i vari passaggi ai quali non sono abituata (io preparo, cucino, impiatto, click veloce per la foto e poi mangio) mi perdo regolarmente anche se leggo e rileggo tutto, prendo nota, spunto quello che ho già fatto, ma niente, l’anarchica che vive in me anche inconsciamente sussurra al neurone “fa come ti viene”, o meglio “fa come ti pare, basta che cucini!”.

 

 

E’ successo la volta scorsa coi macarons, non ricordo nemmeno più quale dei passaggi fondamentali ho dimenticato e sono andata fuori gara, è successo anche questa volta ma per fortuna sono riuscita a rimediare comprando altro pollo per fare la foto dell’impanatura.

A si, dimenticavo che la ricetta della sfida n.63 è il pollo fritto proposto da Silvia Zanetti che ha appena aperto un blog nuovo nuovo.

 

E qui veniamo alle note dolenti che magari fossero state solo quelle di una foto mancante.
Non friggo praticamente mai da circa 20 anni, prima per problemi di salute del marito, poi per il mio colesterolo che improvvisamente ha deciso di spalmarsi un po’ nelle mie arterie bello comodo, inoltre le papille piano piano si dimenticano di quanto buono sia un fritto e non lo esigono più, ma purtroppo se lo dimenticano anche stomaco e intestino e posso dire con orgoglio che per Mtc ho fatto pure questo, sono stata male come un cane che mangia una polpetta avvelenata al punto che dopo un pomeriggio e una notte di conati e altro (vi risparmio i dettagli, ringraziatemi) ero lì lì per chiamare la guardia medica!
A questo si aggiungeva anche il fatto che dovessi fare quella famosa foto mancante e qui ringrazio con tutto il cuore il dio della colica che la foto in questione fosse del pollo impanato PRIMA della frittura perchè altrimenti avrei desistito e mi sarei data malata con giustificazione scritta e avrei saltato pure questo mese.
Naturalmente il pollo della foto mica l’ho buttato, l’ho semplicemente cotto in forno con un bel contorno di patate, che qui il cibo non si spreca mai 😉 

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POLLO ALLE CLEMENTINE E FINOCCHI di Yotam Ottolenghi


Questo post potevo intitolarlo “Nascita di una passione” perchè è proprio questo stato che sto vivendo, un profondo, smisurato e appassionato amore per questo Chef che conoscevo molto superficialmente ma che grazie ad alcune amiche blogger ho potuto apprezzare più a fondo provando ricette alle quali non mi avvicinavo per troppa cautela, sapori e contrasti che non riuscivo a fare miei e invece zac, la folgorazione improvvisa tant’è che sono due settimane che cucino solo Ottolenghi!

La prima ricetta dello chef che ho provato è un riso e lenticchie visto da Patrizia, buono da paura, di questo pollo invece ho sentito parlare su Fb da Roberta, la ricetta me l’ha fotografata e mandata Marina, da questo tam tam ne è uscito un fan club, da questo fan club ho scoperto altre ricette che prossimamente vi farò vedere, ho comprato il mio primo E-Book e la mia casa profuma di spezie, di aromi che conquistano e ti fanno sentire in altri luoghi, insomma sono follemente innamorata di quest’uomo!

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