brioche di Glynn Purnell, da Patty a Ros a me con delizia!

chi ha un blog di cucina lo sa, sa che sui social passano centinaia e centinaia di ricette, più o meno appetitose, più o meno fattibili, più o meno nelle nostre corde. e ci sono quelle da colpo al cuore, quelle che ti annoti subito.
chi è tecnologicamente avanzato salva fra i preferiti, stampa la ricetta, io che invece sono sottodotata mi riscrivo la ricetta su un quaderno, su un post-it, su qualsiasi cosa di cartaceo ho sottomano!
morale, non solo mi ritrovo come un tempo ad avere mille foglietti in giro, ma mi dimentico pure dove li metto!

non ho corso il rischio con questa ricetta, primo perchè mi ricordavo perfettamente chi l’aveva postata e poi perchè dopo poco è stata rifatta da un’altra blogger, così partendo da Patty, passando da Rosaria eccola qui da me.
in verità è passato un po’ di tempo, ma oltre che essere sottodotata sono anche smemorina!

la brioche è stata preparata da servire insieme a quella crema stupenda che trovate qui, sempre presa da Patty, ho solo modificato le farine, io ho aggiunto una parte di farina ai cereali e ho preparato un lievitino come ha fatto Rosaria per usare meno lievito che nella ricetta originale è abbastanza “tanto”.
il risultato è da vedere, sofficissima, buona sia col dolce che col salato, io l’ho messa in tavola tagliata a fette e tostata servita con la crema, poi l’ho mangiata a colazione con la marmellata e infine ancora tostata con uova strapazzate.

BRIOCHE DI GLYNN PURNELL AI CEREALI
ricetta presa dal blog Andante con gusto e Sosi Dolce Salato
metà dose dell’originale:
125ml di acqua tiepida
2g di lievito secco
225g di farina forte (o manitoba o w260)
200g di farina multicereali
37g di zucchero
10g di sale fino
137g di burro salato freddo
3 uova grandi
per prima cosa tagliare a dadini il burro freddo e metterlo in una ciotola insieme a 100g di farina manitoba e il sale, mescolare fino ad intridere il burro e ottenere un composto sabbioso, 
riporre al fresco o in frigorifero.
sciogliere il lievito in 100ml di acqua, nella planetaria mettere 100g di farina manitoba e lo zucchero, unire il lievito con l’acqua ed impastare per 2 minuti,
pulire il gancio e i bordi dell’impastatrice, coprire con la pellicola e far riposare per 30-40 minuti,
unire l’acqua rimanente, i 25g di farina manitoba e i 200g di farina ai cereali, impastare fino a che l’impasto sarà liscio, coprire la ciotola con pellicola e mettere a lievitare fino al raddoppio,
una volta che l’impasto sarà lievitato rimettere la ciotola sulla planetaria, unire il composto sabbioso di farina e burro e cominciare ad impastare a bassa velocità unendo le uova una alla volta sempre a bassa velocità fino a quando saranno perfettamente incorporate,
foderare uno stampo da plumcake con cartaforno o imburrarlo e infarinarlo, rovesciare l’impasto su un tagliere infarinato, dare una forma di pagnotta allungata e riporlo nello stampo, coprire con pellicola e lasciare lievitare per 30-40 minuti,
accendere il forno e portarlo a 190°c, spennellare la brioche con un po’ di latte e infornare per 25-30 minuti, 
sformare far raffreddare su una gratella.

credo che le foto parlino da sole….fatelo!

Lussekatter, i dolci di S.Lucia

avete presente quelle magnifiche bambine svedesi, tutte bionde, tutte belle, tutte con dei capelli di seta, vestite di bianco con una coroncina di candele accese in testa?
ecco, riassunta un pò alla carlona la tradizionale festa di S.Lucia svedese in cui oltre che sfilare e cantare la famosa canzone (che poi è la nostra “sul mare luccica….. che non c’entra un fico secco con la festa in questione!) si preparano i lussekatter la cui origine pare prendere vita nei periodi bui del 1600 ed erano addirittura chiamati “occhi del diavolo”, per leggervi la storia in allegria andate su questo blog!
di queste brioche me ne ha parlato una cugina che ha amici in Svezia e che ha avuto la fortuna di essere là durante questa festa,  figuriamoci se mi lasciavo scappare l’occasione per saperne di più!
tornando in Italia non so in quali regioni si festeggia S.Lucia, da noi è la festa per eccellenza dei bambini che la notte fra il 12 e il 13 dicembre aspettano con ansia che questa Santa accompagnata da un fido asinello porti loro dolcetti e regali!
per l’occasione si lasciano sul davanzale di una finestra un bicchiere di acqua e un pezzo di pane per sfamarla e dissetarla, e naturalmente prima che i bambini si sveglino la mamma vuota il bicchiere e lascia qualche briciola per confermare che la brava Santa si è rifocillata!
come si sa S. Lucia è cieca, anzi di più, è stata martirizzata perchè la sua morte è stata causata levandole gli occhi, per cui immaginate anche quel misto di emozione e terrore che i bambini provano pensando a lei, almeno lo era per me perchè nella mia famiglia in cui le tradizioni le hanno sempre rivedute e corrette S.Lucia non arrivava durante la notte mentre io dormivo, no no, da me anticipava, forse ero la prima della lista e passava mentre ero ancora sveglia, non aveva tempo di aspettare che mi addormentassi!
così tutta la sceneggiata cominciava appena prima di cena con il mettere acqua e pane sul davanzale, quindi si cenava (io con un’emozione che mi chiudeva lo stomaco) quindi cominciava l’ansia dell’attesa, del rumore della finestra che si apriva, di ogni rumore a dire il vero, e il mio terrore di vederla, di vedere questa donna che immaginavo con due buchi neri al posto degli occhi, talmente il terrore che quando c’era il fatidico segnale (mia madre che faceva finta di avere sentito la finestra sbattere) io mi abbarbicavo in braccio a mio padre nascondendo la faccia contro la sua spalla e mi giravo solo dopo che mi assicuravano che era già andata via, da altri bambini!
allora l’ansia spariva e faceva posto alla gioia di vedere tutti quei pacchetti sparsi sul letto e sul pavimento!
ma paura a parte per me è sempre stata una bella festa, tanto che l’ho proseguita anche per mio figlio e mio marito ormai più che adulti ripetendo sempre la solita medesima sceneggiata!
loro sono sempre stati al gioco, anzi, credo guardassero con molta tenerezza questo mio voler proseguire un’emozione bambina!

tornando a questi dolci devo dire che ho seguito una ricetta svedese che ho google-tradotto e adattato le dosi alle mie esigue esigenze!
credo che come tutte le ricette tradizionali anche per questa ogni famiglia avrà la propria, il filo conduttore comunque resta l’uso dello zafferano che io in verità ho messo in quantità minima perchè nei dolci non mi fa impazzire!
l’impasto è sofficissimo, e voglio rifarlo sostituendo la spezia con l’anice, dovrebbe uscirne una bontà!

 LUSSEKATTER:


350g di farina00
2g di lievito di birra secco
30g di burro
1 tazza di latte
80g di zucchero
40g di philadelphia
1 uovo
un pizzico di zafferano
un pizzico di sale
uvetta

in un pentolino scaldare il latte con lo zafferano e il burro, lasciare intiepidire ed unire il lievito mescolando per farlo sciogliere,
unire lo zucchero, il philadelphia e il sale,
sbattere l’uovo e versarne metà nel composto,
mettere metà della farina nel boccale dell’impastatrice e versarvi il composto di latte cominciando ad impastare,
aggiungere la farina un pò per volta fino ad ottenere un impasto non appiccicoso e che si stacca dalle pareti del boccale, coprire e lasciare lievitare 30 minuti (a me ne sono serviti di più, circa un’ora)
trasferire la pasta su un tagliere, reimpastarla velocemente e tagliare dei pezzi di circa 70g ,
formare dei cordoncini e arrotolarli dando una forma di S al contrario arricciando bene le estremità nelle quali mettere un paio di chicchi di uvetta premendo bene,
trasferire i lussekatter sulla teglia coperta con carta forno e farli lievitare ancora 30,
spennellarli col mezzo uovo rimasto allungato con un pò di latte e cuocerli a 200°c per 10-15 minuti a seconda dei vostri forni.

torta di rose alla confettura di pesche, amaretti e rum

eccola qui la torta di rose promessa due post fa!
la sua storia parte da una raccolta di dolci per le merende dei bambini proposta da Francesca dentro la quale vedo degli YoYo che mi hanno subito fatto venire l’acquolina.
dopo uno scambio di dubbi (da parte mia) e consigli (da parte sua) mi trascrivo la ricetta in attesa di farli, attesa che poi si è conclusa il giorno dopo e invece che yoyo è diventata questa torta di rose con un morbido ripieno di…….
adesso ve lo dico:

prima di darvi la ricetta preciso che io ho fatto un terzo delle dosi di Francesca, qui di seguito scrivo la ricetta originale che io ho modificato usando lievito di birra liofilizzato e una doppia lievitazione.

TORTA DI ROSE ALLA CONFETTURA DI PESCHE, AMARETTI E RUM:


300g di farina 00
3g di lievito di birra liofilizzato
80g di zucchero
50g di burro
30g di latte
2 uova
buccia di limone grattugiata
un pizzico di sale

per la farcia:
fior di frutta alle pesche Rigoni di Asiago
una decina di amaretti
un cucchiaio di rum
tritare gli amaretti e amalgamarli alla marmellata, unire il rum e tenere da parte.

montare il burro con lo zucchero e tenere da parte,
mettere la farina nell’impastatrice, sciogliere il lievito nel latte a temperatura ambiente ed unirlo alla farina,
cominciare ad impastare aggiungendo la scorza di limone e le uova,
quando queste saranno ben amalgamate unire la montata di burro e zucchero, il pizzico di sale e continuare ad impastare fino a che il composto si staccherà dai bordi,
infarinare il tagliere, rovesciare l’impasto e lavorarlo ancora aggiungendo se necessario un pò di farina,
formare una palla e metterla a lievitare in una ciotola coperta e al riparo da correnti d’aria, dentro al forno spento sarà il luogo perfetto.
quando l’impasto sarà lievitato al raddoppio rovesciarlo nuovamente sul tagliere infarinato e stenderlo col mattarello ad un’altezza di circa mezzo centimetro,
tagliare dei dischi con un coppapasta da 9cm di diametro, fare dei taglietti nei dischi senza arrivare al centro in modo da ottenere 6 “petali”,
mettere al centro un cucchiaino di composto di fiordifrutta e chiudere le rose alzando i petali alternandoli, per capire meglio la formatura: sollevare un petalo, saltare il secondo e sollevare il terzo, saltare il quarto e sollevare il quinto per poi proseguire coi restanti,
mettere le rose così formate in una tortiera rotonda precedentemente imburrata e infarinata e lasciare lievitare ancora fino al rddoppio,
accendere il forno a 180°c, spennellare la torta di rose con il latte e cuocere per 20 minuti o a seconda del vostro forno.
una volta raffreddata sformarla e spolverare di zucchero a velo.

le mie rose si sono un pò spampanate perchè come dicevo ho ridotto le dosi e avrei dovuto usare uno stampo più piccolo, ma questo avevo e questo ho usato.
la cottura dipende dal vostro forno, il mio è fetente e devo controllarlo a vista perchè ci mette un attimo a bruciarmi le cose.
è buona, conservatela dentro un sacchetto di plastica e si manterrà giorni, perfetta per la colazione e per un tè del pomeriggio!