JAPANESE COTTON CHEESE CAKE al COCCO con HOT FUDGE SAUCE

 

Sembrerà strano ma la storia di questa torta parte dalla salsa.
La ricetta originale è di Eleonora che poi è stata ripresa da Mariella e naturalmente appena l’ho vista trattandosi di cioccolato non potevo rimanere indifferente, il giorno dopo era già nel suo vasetto pronta per essere utilizzata al meglio.
Ecco, il problema era come, volevo un dolce che non fosse troppo pesante perchè già la salsa di suo è bella tosta, buona da delirio ma non certo dietetica e proprio per la sua bontà cercavo una base abbastanza neutra che la esaltasse.
Pensa e ripensa mi è venuta in mente questa torta, la Japanese cotton cheese cake.
Adesso mi prenderete per matta ma a me non è mai piaciuta, l’ho sempre trovata scialba, insapore, un dolce da poca soddisfazione, l’ho fatta la prima volta circa 7 anni fa e l’ho talmente snobbata da non metterla neanche sul blog, però in questo caso era perfetta.
La ricetta che segue è metà dose di quella che si trova comunemente sul web, non so se l’originale fosse di Sigrid , comunque l’ho modificata per le mie esigenze, volevo si una base neutra ma non totalmente insapore così ho deciso di aromatizzarla con cocco e rum.

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I MIEI PANCAKES

 

Settimana scorsa girovagavo in rete cercando qualche idea per il dolce del sabato e, non chiedetemi come da una torta sia arrivata ai pancakes perchè non lo so manco io, mi imbatto in alcune ricette che utilizzavano nell’impasto gli albumi montati.
Devo dire che sono rimasta prima sconcertata, ho sempre saputo che la caratteristica dei pancakes fosse proprio la loro velocità di preparazione, poi come sempre ha prevalso la voglia di sapere, di imparare e ho lanciato un dibattito su FB: albumi si o albumi no?
Mica ho fatto una gran chiarezza eh, il popolo feisbukiano si è diviso se non a metà quasi, c’è chi sostiene assolutamente no, c’è chi dice che l’albume montato dona sofficità.
Così ho sentenziato “ognuno faccia come panchezz gli pare”, ma mi sono ripromessa di provare un giorno a metterci ‘sto albume per vedere se c’è davvero tutta questa differenza, adesso invece vi lascio le “mie” dosi, quelle che uso dalla scoperta dell’America, o meglio della sua cucina, che detto fra di noi oltre i pancakes, la apple pie e la cheesecake e poco altro mica offre un granchè.

Visto che siamo sull’argomento voglio presentarvi un nuovo libro della collana firmata Mtchallenge, un libro apparentemente sulle crepes ma che al suo interno è una vera e propria scuola di cucina, oltre che le ricette base per crepes, pancakes, cialde, waffle, ci sono 45 ricette dal mondo, trovate creme dolci e salate, pralinati, sciroppi, curd, tutto quanto serve per servire queste delizie.

 

 

Il ricavato sostiene come sempre Piazza dei Mestieri, se volete contribuire oltre che con l’acquisto del libro in questo post potete trovare tutte le info necessarie, e nel post di presentazione del libro potete vederne alcune pagine, così per rendervi conto a partire dal titolo, passando per la grafica ecc, di quanto sia bello, ironico, divertente rimanendo comunque un vero e proprio manuale da consultare con tutta tranquillità sulla riuscita delle ricette, è la dimostrazione che per essere credibili non si debba necessariamente essere seri e patinati, anzi, l’intelligenza è tutta qui, nel riuscire a fare un lavoro serissimo ridendosi addosso, e in questo Mtchallenge è imbattibile!

 

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CROSTATA con FROLLA AL MAIS, CREMA con UOVA INTERE e ALBICOCCHE SCIROPPATE

 

Un titolo che non finisce più ma volevo che puntasse l’attenzione sulle tre cose principali che compongono questa crostata:
una frolla meravigliosa con farina di mais Fioretto di Omar Busi che ho preso dal blog di Pinella, una crema con uova intere così da risparmiarci l’esubero di albumi che non sappiamo mai come utilizzare e delle albicocche sciroppate fatte in casa.
Io che non amo molto le crostate questa me la sarei mangiata tutta, buona ma buona davvero, la frolla è rimasta fragrante nonostante l’abbia tenuta in frigorifero per due giorni prima di servirla, la crema è delicata e la frutta non troppo dolce e stucchevole come purtroppo è quella comprata.

Ho usato una parte di frolla per uno stampo da crostata “furba” da 24cm e con il resto ho preparato dei biscotti, a distanza di una settimana chiusi in una scatola di latta sono ancora perfetti, ne sto mangiando uno proprio adesso!

 

 

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