cioccolato mon amour. insieme per sostenere la ricerca

sono contenta di essere stata contattata per presenziare a questo evento-cena al quale invito anche voi. chi vive nelle vicinanze di Parma, Reggio Emilia, Modena o anche più lontano, se volete dare un sostegno a chi si impegna per aiutare la ricerca per la Sindrome del cromosoma 14 e vorrete allo stesso tempo passare una serata nel segno della buona ristorazione e della scoperta del cioccolato non solo nelle preparazioni dolci, leggete il programma qui di seguito, io ci sarò e spero che ci sia tanta tanta gente generosa!
 
Amore
per il cioccolato, il cioccolato che dona amore
Cioccolato
mon amour. Insieme per sostenere la ricerca”

è una manifestazione/cena benefica il cui ricavato sosterrà al
ricerca per aiutare i bambini affetti da “Sindrome del Cromosoma
14”.
L’evento,
promosso dall’Associazione “Ring 14” e sostenuto da LocandaRistorante Cà Matilde, cantine Tarlao Vignis in Aquileia e
pasticceria Torinese dal 1910 si terrà il prossimo 29 aprile 2015 a
partire dalle ore 20.00 presso il già citato Ristorante locanda Cà
Matilde a Rubbianino di Quattro Castella (RE) in Via della Polita 14.

 

Il
tema della serata, come si evince dal nome, sarà il cioccolato,
protagonista indiscusso di una cena, dall’antipasto al dolce, ideata
da due maestri del gusto come Andrea
Incerti Vezzani
,
chef di Cà Matilde e Stefano
De Pietri,

maître
pâtissier della
Torinese 1910 di Reggio Emilia. Francesco
Tarlao

introdurrà, invece, i commensali, ai vini di Cantina Tarlao in
Aquileia, con una proposta di calici di accompagnamento al menu a
base di cioccolato.
La
serata sarà inoltre l’occasione per partecipare all’asta benefica,
per sostenere “Ring 14”. I centrotavola della serata, infatti, a
termine della stessa, saranno messi all’asta e verranno aggiudicati
al miglior offerente che, con il suo contributo, aiuterà la causa.
“Cioccolato
mon amour . Insieme per sostenere la ricerca” sarà un’occasione
imperdibile per fare del bene e delizierà il palato degli amanti del
cibo degli dèi con un menu da leccarsi i baffi:
  • Tart
    tatin di melanzana, crema a tre latti con gelato al cioccolato e
    cardamomo
  • Hamburger
    di Fassona piemontese, Parmigiano Reggiano, maionese al cioccolato
e
patate croccanti
  • Raviolini
    del Plin cacio e pepe, guanciale e gruè di cacao
  • Prosciutto
    di maialino in porchetta, asparagi, uovo pochi e bernese al
    cioccolato bianco
  • Dessert
    (a sorpresa by Torinese 1910)
  • Piccoli
    incarti al cioccolato
  •  Un
    sorpresa sarà infine riservata agli gli ospiti che parteciperanno
    alla cena: una moneta d’oro verrà nascosta nei “piccoli incarti al
    cioccolato”, il fortunato che scoverà il tesoro riceverà un
    esclusivo regalo gourmet.
    La
    partecipazione alla serata prevede prenotazione obbligatoria al costo
    di 70 euro a persona. Tutto il ricavato andrà a favore della ricerca
    sostenuta dall’associazione “Ring 14” per i bambini affetti da
    “Sindrome del Cromosoma 14” (per
    ulteriori informazioni in merito visitate il sito
    www.ring14.it)
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  • Conoscere
    Ring 14
    L’Associazione
    Ring 14 Italia nasce come Onlus a Reggio Emilia nel maggio del 2002
    dall’iniziativa di un gruppo di famiglie con bambini colpiti da una
    malattia genetica rara, provocata da alterazioni del cromosoma 14.
    La
    “Sindrome del Cromosoma 14” è una malattia genetica rara causata
    da un’alterazione, nel nostro DNA, della quattordicesima coppia di
    cromosomi, le conseguenze dell’alterazione di questa coppia di
    mattoncini fondamentali del nostro patrimonio genetico sono
    devastanti per varietà e gravità:
    ritardo mentale e difficoltà nel linguaggio, autismo, epilessia,
    infezioni respiratorie, difficoltà nell’alimentazione.
    Attualmente non esistono terapie efficaci: la Sindrome del cromosoma
    14 è una malattia senza cura. La sfida è nella cura e nell’urgenza
    della cura!
    Noi
    esistiamo perché questa malattia è oggi ancora incurabile: le
    famiglie e i medici hanno pochi strumenti a disposizione per ottenere
    un quadro completo ed esaustivo sui sintomi e sulle terapie più
    idonee. Nei primi 12 anni di attività, Ring 14 Italia ha
    costantemente offerto linfa vitale alla ricerca scientifica, oltre a
    garantire assistenza continua alle famiglie dei piccoli affetti dalla
    Sindrome del cromosoma 14. L’esperienza e la credibilità
    guadagnate sul campo dalla Onlus italiana hanno portato alla nascita
    di associazioni gemelle in Francia (Ring 14 France) e negli Stati
    Uniti (Ring 14 USA Outreach), fino alla recente fondazione di un vero
    e proprio network internazionale di coordinamento fra le varie realtà
    impegnate a livello locale: Ring 14 International, con sede a Milano.
    Per
    informazioni e prenotazioni: Tel. 0522 421037 – cell- 3489500941 –
    info@ring14.it
  • I
    fondi raccolti saranno destinati al finanziamento di progetti di
    ricerca, su base internazionale, volti a scoprire i meccanismi che
    causano queste malattie al fine di trovare presto una cura efficace
    per questi bambini così duramente colpiti. Attualmente in fase di
    selezione da un comitato di esperti che sceglierà i più meritevoli.
 
 

caseifici aperti, visita all’Antica Corte Pallavicina

eccoci arrivate all’Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense, “dietro Po” come diciamo da queste parti, o “nella bassa” perchè fa parte di tutta quella zona della provincia di Parma che costeggia il grande fiume, quella zona con le nebbie invernali che ai più fanno tanto grigiore e tristezza ma che hanno invece una poesia intatta di posti antichi, rurali, sembra quasi che dietro l’angolo possano svoltare uomini col tabarro e il cappello. 
un luogo incantevole che grazie al Consorzio del Parmigiano Reggiano e allo chef Massimo Spigaroli un gruppo di foddblogger in occasione di un’anteprima di Caseifici Aperti ha potuto visitare.
per prima cosa vi invito, ed essendo parmigiana doc posso dire che vi invito a casa mia, a questo evento che si terrà il 25 e il 26 Aprile, potrete vedere come abbiamo avuto occasione noi tutta la produzione di questo meraviglioso formaggio e degustarne le varie stagionature, sarà un viaggio interessante attraverso un prodotto che si guarda, si annusa, si gusta sapendo di assaporare un prodotto d’eccellenza fatto solo con latte, caglio e sale.

qui vi lascio l’elenco dei caseifici che potrete visitare

ed ora veniamo al proseguimento della nostra giornata, parleranno più le immagini di me in quanto lo chef ci ha deliziato delle sue preparazioni, portandoci anche lui in un viaggio attraverso ciò che produce, coltiva e alleva esclusivamente nei suoi terreni.
naturalmente il maiale qui la fa da padrone, i salumi del parmense credo non abbiano bisogno di presentazione, la cucina stessa è a base quasi esclusivamente di questa carne.

il maiale era facile da allevare perchè mangiava ogni tipo di scarto, anche quello della produzione del Parmigiano, e a sua volta dava praticamente tutto di sè, non a caso si dice che del maiale non si butta niente!

non perdetevi una visita all’Antica corte Pallavicina, avrete l’occasione di ammirare una cantina dove sono appesi a stagionare migliaia di culatelli, e migliaia non è tanto per dire!

grappoli di culatelli
non a caso ho detto migliaia di culatelli

conserve preparate rigorosamente coi prodotti coltivati nell’orto e nel frutteto della Corte

uno scorcio di una delle sale e della cucina

pensiero dell’orto con maionese al verde e bottarga di carpa

soffici ai tre Parmigiani in brodo con piselli e asparagi

raviolo con fonduta di Parmigiano e tuorlo d’uovo

raviolo cotto e condito con burro nocciola e trito di limone e rosmarino su una base di fonduta al Parmigiano

filetto di maiale nero farcito con culatello, Parmigiano-Reggiano e rosmarino

fragole macerate sottovuoto con biscotto alla polvere di sedano, streusel al cioccolato fondente e ganache al cioccolato bianco e Parmigiano

grazie allo chef  Massimo Spigaroli per la squisita ospitalità e disponibilità, tenere testa a questo gruppo di Bloggalline + Bloggalletto non deve essere stato facile!
grazie ancora al Consorzio del Parmigiano-Reggiano e alle compagne d’avventura:

caseifici aperti, il re dei formaggi il Parmigiano-Reggiano

ho avuto la grande fortuna insieme ad un gruppo di foodblogger facenti parte della community Bloggallina di essere invitata dal Consorzio del Parmigiano-Reggiano all’anteprima Caseifici Aperti, un’evento che si terrà il 25 e il 26 Aprile che darà modo di scoprire e degustare questo prodotto d’eccellenza.
per noi si è aperto il Caseificio Sociale Coduro il cui formaggio è stato decretato il migliore dal mensile Gambero Rosso.
alcune note prima del racconto di quello che ho visto, annusato e assaporato!

il Parmigiano Reggiano ha origini antiche, nel medioevo i monaci benedettini preparavano grandi forme di formaggi destinate a lunghe stagionature senza nessuna aggiunta di additivi e conservanti, caratteristica che si è mantenuta così fino ai giorni nostri, il Parmigiano Reggiano si fa solo con latte crudo, caglio e sale, nient’altro.
le province in cui è prodotto sono quelle di Parma, Reggio Emilia, Bologna alla sinistra del Reno e Mantova alla destra del Po
l’alimentazione delle mucche è sottoposta a un rigido disciplinare per poter permettere di avere alla fine un prodotto eccellente sia gustativamente che per le sue indiscusse e preziose proprietà organolettiche.

il latte della mungitura della sera viene lasciato in grandi vasche dove affiorerà la parte grassa che sarà usata poi per panna e burro,
questo latte viene poi versato nelle caldaie di rame e verrà aggiunto il latte intero della mungitura del mattino, a questo punto viene aggiunto il caglioe il siero innesto, siero ottenuto dalla lavorazione del giorno precedente.

il casaro con un’apposito attrezzo chiamato “spino” rompe la cagliata e spetterà alle sue mani decidere quando i granuli ottenuti dovranno andare ulteriormente in cottura controllata per perdere acqua e compattarsi sul fondo della caldaia.

la mano del maestro casaro è importantissima, è grazie alla sua esperienza che si otterrà una forma unica e irripetibile.

quando la massa compatta è pronta si raccoglie in un telo di lino, si divide in due, si mette a scolare del liquido residuo, si avvolge completamente nel telo e si mette nella fascera che le darà la forma definitiva e la farà scolare del tutto
si applica una placca in caseina che sarà una carta d’identità della forma, e con una speciale fascia marchiante si incide su tutta la parte esterna del Parmigiano Reggiano l’inconfondibile scritta a puntini e mese ed anno di produzione,

si conclude la lavorazione immergendo le forme in acqua e sale naturale, in modo da ottenere una salatura per assorbimento.
solo dopo 12 mesi si deciderà se quel prodotto sia idoneo ad una stagionatura più lunga, le forme vengono esaminate una ad una  dagli esperti del Consorzio e dopo la loro approvazione verrà apposto il caratteristico marchio a fuoco.

con l’apposito martelletto si ascolta il formaggio, il suono emesso deve essere costante in tutta la forma.

ed ora, non ci resta che assaggiare!

immagine dal sito del Consorzio del Parmigiano Reggiano

erano con me:

Cristina – Pane e acqua

Elisabetta – La mia cucina rossa
Giuseppina – Profumo di timo
Sandra – Sono io Sandra
Stefania – Cardamomo & co.
Tania – Speck and the City
Teresa – Scatti golosi

………….ma l’avventura non è finita qui, vi aspetto per il resto della giornata passata con lui, lo chef Massimo Spigaroli dell’Antica Corte Pallavicina