CREMA VELLUTATA DI PATATE, TORSOLO E FOGLIE DI CAVOLFIORE, ricicliamo

 

 

Chi segue questo blog ormai sa che difficilmente troverà ricette a base di carne, non mi piace, ne mangio pochissima ed ho anche poca fantasia nel lavorarla.
Anche col pesce non me la cavo molto meglio, mi piace ma preferisco mangiarlo al mare, quando lo cucino io mi sembra sempre che manchi qualcosa.
Al contrario vivrei di primi, di minestre, di vellutate creme di verdure e qui mi sbizzarrisco perchè uso ogni scarto possibile, se ad esempio ho preparato un contorno di insalata tengo il torsolo e le foglie esterne per un pesto o una crema da servire magari con un filetto di pesce alla griglia, i gambi più coriacei degli asparagi finiscono sempre in una vellutata, così come i finocchi, i carciofi ecc ecc.
Per questa crema ho usato il torsolo e le foglie di un cavolfiore, le cimette mi sono servite per un’altra preparazione che vi mostrerò una volta sfornata.
La ricetta va a fare compagnia ad altre nella pagina dedicata alla cucina svuota frigo, la trovate qui

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ZUPPA DI FAGIOLI E VERZA CON MALTAGLIATI

 

 

Basta dolci!
Anch’io ho dovuto soccombere alla settimana detox, tanta verdura, niente zuccheri e carboidrati limitati.
Però c’è una cosa alla quale in inverno non resisto ed è una calda e confortante zuppa! La cucino spesso e butto dentro quello che frigo e dispensa offrono, il che diventa anche un ottimo rimedio per finire quel fondo di sacchetto di lenticchie, o quel pezzetto di zucca rimasto, o un paio di patate che languono da un po’ di tempo e che non decido mai di cuocere.
Per questa ho usato dei fagioli borlotti freschi che avevo congelato e un pezzo di verza avanzata da un’altra preparazione, un paio di fette di pancetta anch’esse avanzate dalla stessa ricetta (che poi vi farò vedere), ed eccola qui fumante e saporita insieme a dei maltagliati di Luciana Mosconi, la pasta di questa Azienda è davvero buona, ruvida e con una tenuta in cottura eccezionale.

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CREMA DI PATATE, ZUCCA E CAROTE con LENTICCHIE e CIPOLLE FRITTE

 

 

Metti una sera autunnale in cui hai la testa piena di pensieri (ma toh che strano), hai voglia di una coccola ma oltre la cagnina e la Micia non c’è nessuno che possa abbracciarti e consolarti.
Di queste serate e anche giornate ne ho parecchie e a chi spesso mi chiede “ma quanto cucini” rispondo che per me la cucina è lo spazio in cui riesco a prendermi cura di me stessa, il cibo è consolatorio si sa, basta non esagerare per ritrovarsi con problemi ben più gravi di un giro vita un po’ allargato.
A volte funziona, altre invece per reazione non entrerei in cucina neanche sotto tortura e quello è il momento più buio, il momento in cui se non funzionano pentole e padelle allora resta il raggomitolarsi sul divano e cercare di svuotare la testa a suon di tv spazzatura.

 

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